Il sonno profondo non dipende dalle ore. Dipende da come respiri.

La scienza

Il recupero vero avviene nelle prime ore di sonno, durante le fasi di sonno profondo, il cosiddetto slow-wave sleep. È qui che il corpo ripara i tessuti muscolari, consolida la memoria, resetta il sistema immunitario.

Ma c’è un problema che la maggior parte delle persone non considera: se respiri con la bocca, o con le narici parzialmente chiuse, questi cicli si interrompono prima del previsto. Il cervello registra lo sforzo respiratorio e ti sposta in una fase di sonno più leggera, anche senza svegliarti completamente.

Il risultato: dormi 7-8 ore, ma il tuo corpo ne recupera 4 o 5 di qualità reale.

Uno studio randomizzato controllato condotto su soggetti sani ha misurato la resistenza delle vie aeree durante il sonno in due condizioni: respirazione nasale e respirazione orale. La differenza è stata netta: con la bocca aperta, la resistenza era 2,4 volte più alta. Le apnee e le ipopnee (riduzioni parziali del flusso d’aria che interrompono il sonno senza svegliarti completamente) erano quasi trenta volte più frequenti. Il sonno si frammentava. Il recupero si interrompeva.

FLUX mantiene le narici aperte per tutta la notte. Il corpo respira come dovrebbe. I cicli si completano. Al mattino la differenza si sente.


Fonte: Fitzpatrick MF, McLean H, Urton AM, Tan A, O’Donnell D, Driver HS. "Effect of nasal or oral breathing route on upper airway resistance during sleep." Eur Respir J. 2003 Nov;22(5):827-32. PMID: 14621092. Visita lo studio →